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Roma (che non sorridi quasi mai)

Another summer day
has come and gone away
In Paris and Rome
but I wanna go home
Maybe surrounded by
a million people I
still feel all alone
I just wanna go home
I miss you, you know
Sono passati già cinque anni, ed è come se fosse ieri.
In questa settimana, tra il 24 e il 30 di marzo del 2005, sono stata in vacanza nella Capitale ed è stato il periodo più bello della mia vita. Sono stati 6 giorni senza pensieri, immersa nelle sue vie e nelle sue strade, ho vissuto visitando i suoi monumenti e confondendomi tra le migliaia di turisti che la affollavano nel periodo di Pasqua.
Erano le ultime apparizione del Papa Giovanni Paolo II, le ultime uscite prima che ci lasciasse…
Sono arrivata di pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino, dopo un viaggio fatto praticamente sulla coda dell’aereo, dopo un cambio di posto all’ultimo minuto. Meglio soprassedere…
Arrivata là mi è sembrato di entrare in un bel sogno. Un sogno turbato da una domanda alquanto strana, visto e considerato che da una vita desideravo quel viaggio: che cosa ci faccio qui?
La risposta l’ho trovata quella stessa sera, quando, dopo essermi sistemata in un albergo del quartiere Ostiense (bellissimo, il più bell’albergo che abbia mai visto!) e ripresa dal viaggio, siamo usciti con i nostri amici per un giretto notturno: Campidoglio, i vicini Fori imperiali, il Quirinale, l’Altare della Patria, Piazza di Spagna, la Galleria Feltrinelli intitolata al grande Alberto Sordi e, il monumento che amo di più della Città Eterna, La Fontana di Trevi. In quel momento ho trovato la risposta alla mia domanda di quel pomeriggio, e quando ho gettato quella monetina ho desiderato fortemente di tornarci.
L’indomani, 25 marzo, è iniziato il vero giro turistico della città. Con l’aiuto di due Ciceroni incredibili, abbiamo sfruttato tutte le possibilità che la Capitale ci metteva a disposizione e abbiamo visitato monumenti e angoli che altrimenti, per delle persone che non erano mai state fuori dalla Sardegna (Genova a parte), sarebbero stati impossibili da raggiungere.
Quel giorno abbiamo visto la chiesa di Santa Maria degli Angeli, nota per il matrimonio di Emanuele Filiberto di Savoia e per una meridiana, sita al suo interno, che segna con maniera assolutamente precisa dal 1702 l’ora della città e il giorno dell’anno in cui ci si trova in quel momento. Incredibile quando a mezzogiorno un puntino luminoso ha evidenziato il numero 84…!
Dopo una capatina alla chiesa di San Paolo entro le mura (chiesa del rito anglicano), ci siamo recati nella chiesa che io amo di più, dopo San Pietro: Santa Maria Maggiore, una delle 4 chiese principali della Capitale. Bellissima! Quel soffitto meraviglioso tutto fatto d’oro non lo dimenticherò mai! Sulle gradinate abbiamo pure pranzato. Ogni volta che guardo le fotografie mi metto a ridere, con tutti quei piccioni che ci giravano attorno senza paura e i gabbiani che ti guardavano con aria incuriosita, quasi strafottente, e si lasciavano perfino fotografare!
Finito il pranzo, abbiamo cambiato zona. Siamo stati in un’altra chiesa, San Pietro in Vincoli, famosa per custodire le catene che imprigionavano il santo e, soprattutto, ospitare l’immensa tomba di papa Giulio II e la statua del Mosè di Michelangelo. Quello che mi ha colpito di più però non è stata la chiesa in sè, ma la strada che abbiamo fatto per arrivare fin lì: non che abbiamo attraversato quasi mezzo quartiere per arrivarci, quando bastava soltanto fare una ventina di scale, ma la via che abbiamo attraversato. Via Cavour… Datemi pure della pazza, ma ho avvertito come una presenza, la sua. Ho sentito nitidamente la vicinanza di qualcuno a cui voglio molto bene e a cui sono legata da un pezzo. Era solo una sensazione, però…
Uscendo da là, siamo passati accanto al Colosseo, dove la troupe televisiva della Rai stava montando tutte le apparecchiature per seguire, in diretta mondiale, la Via Crucis del Venerdì Santo. Noi l’abbiamo seguita in hotel, fuori pioveva. Sarebbe stata l’ultima Via Crucis di Giovanni Paolo II.
Il 26 abbiamo visitato la seconda delle Quattro chiese più importanti, San Paolo fuori le mura. La particolarità di questa chiesa è la presenza, sul cornicione interno del soffitto, dei ritratti di tutti i Papi che la Chiesa abbia avuto. Uno degli ultimi sarà stato senz’altro occupato da Benedetto XVI.
Usciti da lì, siamo andati nuovamente al Colosseo, dove abbiamo scattato anche delle foto ai Centurioni, sorpresi in pose involontarie. Io sono riuscita a beccarne uno con un piccione accanto, fa morire!
Da lì, siamo entrati dentro i Fori imperiali, in un viaggio a ritroso nel tempo. Il tempo ci graziò, era nuvoloso ma non così tanto da piovere. Forse si era sfogato il giorno prima.
Lasciato il Foro romano, ci siamo recati al Pantheon, luogo di sepoltura dei Re d’Italia e chiesa con il particolare foro sul soffitto. Fuori, ci aspettava Piazza Navona, gremita di gente, ma non quanto la Fontana di Trevi in pieno giorno!
Quel giorno abbiamo fatto anche un giretto a Campo de fiori, piazza famosa per il suo mercatino. Oddio, a quell’ora più che il mercatino c’erano i suoi resti, visto che per terra era tutto pieno di sporcizia! Non invidio quelli che abitano in quella piazza…
Sul finire della giornata, ci recammo nella Terza basilica più grande: San Giovanni in Laterano. Per intenderci, sul suo piazzale erboso tutti gli anni ci fanno il concerto del Primo Maggio e, in tempi recenti, il canale televisivo MTV realizza il suo programma più famoso, TRL Live.
Inutile che vi racconti la bellezza delle chiese che abbiamo visitato, sarebbe come ripetere la stessa cosa all’infinito. Ma voglio ricordare quella che visitammo dopo: la basilica di Santa Croce in Gerusalemme. In essa sono custodite le spoglie mortali della santa più giovane della nostra Chiesa, Antonietta Meo, detta Nennolina, che, in soli sei anni e mezzo, fu investita da una “grazia tremenda e fascinosa” che le fece raggiungere vette spirituali incredibili e impensabili per una bambina così piccola. Roba da restar davvero sconvolti…
La vera sorpresa l’abbiamo trovata in hotel, quando siamo rientrati: sul letto c’era una borsetta con dentro una colomba… Che buona! La borsetta ce l’ho ancora in bella vista, in camera mia: uno dei tanti bei ricordi!
Il 27 di marzo era il giorno di Pasqua, quindi dove potevamo andare? Ma a San Pietro, a seguir la Messa!
Se, guardandola in televisione, vi appare una piazza immensa, vista dal vivo è spettacolare… Non mi viene in mente nient’altro per descriverla, posso solo dire che va vista, almeno una volta nella vita! Abbiamo seguito la Messa (per quel poco che si poteva seguire, a quella distanza…) e poi abbiamo assistito all’ultima apparizione, sperata ma non prevista, di Giovanni Paolo II. La piazza in quel preciso istante è scoppiata in un boato di gioia impressionante! Quello che mi ricordo di più è stata la folla di gente che ci è venuta praticamente addosso nel momento in cui si è aperta la finestra dello studio. Tutti volevano vederlo, per l’ultima volta.
Dopo il pranzo (rigorosamente al sacco!) consumato in via della Conciliazione, quel pomeriggio si è stranamente messo a piovere e così siamo rimasti in hotel. Un po’ di riposo ci voleva, visto la sfacchinata che ci stavamo facendo. Ma ne valeva davvero la pena! Però io sarei voluta andare a Porta Portese per il mercatino…
La sera invece siamo andati a cena a casa delle figlie di questi nostri amici (i Ciceroni della situazione). Eravamo in 8 attorno a un tavolo che di persone ne può ospitare 4, ma ci siamo divertiti lo stesso! L’unica  volta che avevamo messo qualcosa di caldo in pancia, oltre alla pizza mangiata nel ristorante dell’hotel…
Il 28 di marzo, Lunedì dell’Angelo, è stata la volta di Piazza del Popolo, con la chiesa di Santa Maria del Popolo, le due Chiese gemelle, che tanto gemelle non sono, intitolate a S. Maria in Montesanto e S. Maria dei Miracoli. Dopo una scalinata che sembrava facile, ma solo dopo averla fatta mi son ritrovata senza fiato, siamo arrivati al Pincio, dove si gode una vista tra le più belle della Città Eterna, e dove abbiamo festeggiato la nostra Pasquetta. Infine, giusto per digerire, abbiamo fatto un giro tra le vie del parco, piene di busti dei personaggi più celebri della nostra Storia.
In attesa che alcuni dei nostri rientrassero nel gruppo, che erano tornati indietro a prendere le pile per le fotocamere, siamo rimasti fermi a Villa Borghese. Poi siamo stati all’Ara di Cesare, posto noto per l’incredibile presenza dei gatti; in piazza Mazzini, con la sua curiosa Fontana con le Tartarughe; Santa Maria in Campitelli; il Teatro Marcello, nome anche dell’autobus che noi prendevamo per tornare in albergo.
Alla fine siamo rientrati in albergo… ci siamo seduti alla fermata ad aspettare questo autobus… e quando arrivava! Sembrava non arrivasse mai! Alla fine, quando è arrivato, eravamo sul punto di lasciarlo andare: era pieno come un uovo! E’ stato un bel tuffo nel “traffico traggico” della Capitale…
Il 29 di marzo era l’ultimo giorno che avrei trascorso nella Capitale. La nostalgia cominciava già a farsi sentire, e anche la fatica, ma noi siamo usciti lo stesso. E siccome il giorno di Pasqua non avevamo fatto in tempo a visitarla, siamo tornati in Vaticano a visitar la Basilica. Con calma l’abbiamo girata tutta, restando ogni volta a bocca aperta. Bellissima la Pietà del Michelangelo, posta quasi all’entrata; la tomba trasparente di Giovanni XXIII, a cui presto sarà destinata anche la salma di Giovanni Paolo II; stupendi l’altare maggiore e la Cattedra di San Pietro, con quell’immagine dello Spirito Santo in forma di colomba impossibile da fotografare perchè ti veniva sempre troppo sfuocato; i meravigliosi affreschi e le statue che lo abbelliscono… E un tizio che ha starnutito, il cui starnuto abbiamo tranquillamente scambiato per una bomba all’interno della Basilica, tant’era forte… e che c’ha fatto prima spaventare, poi ridere a crepapelle, mentre il tizio in questione, in un inglese fortemente maccheronico, chiedeva scusa. Evidentemente tedesco…
Poi siamo scesi nelle Grotte Vaticane, sede delle tombe dei Papi e corrispondente alle fondamenta della vecchia Basilica costantiniana. Di fronte all’entrata, a sinistra della tomba di San Pietro, si trovava uno spazio vuoto, che in seguito sarebbe stato occupato dalle spoglie mortali di Giovanni Paolo II.
Dopo aver pranzato seduti sui gradini del colonnato, abbiamo lasciato Città del Vaticano e ci siamo recati al vicino Castel Sant’Angelo, il cui ponte era pieno di venditori ambulanti (tutti stranieri!) e dove abbiamo fatto pure acquisti. E dove, nuovamente e come uno squarcio nell’anima, ho avvertito nuovamente la sua presenza. L’ho perfino cercato, prima solo con la vista poi allontanandomi anche dal gruppo, ma non l’ho trovato. Eppure ero certa che fosse lì, in fondo di lì a poco avrebbe lavorato, in quella zona…
Lasciata la zona del Vaticano, siamo stati all’Isola Tiberina, dove abbiamo visitato la chiesa di San Bartolomeo e visto, anche se dall’esterno, il ristorante di Sora Lella. Sarebbe stato bello poterci mangiare…
Come ultimo abbiamo visitato la chiesa di Santa Maria in Cosmedin con annessa la Bocca della Verità… Entrambi una vera delusione! La Bocca era quasi irriconoscibile, per essere un monumento conosciuto in tutto il mondo potevano anche pulirlo, qualche volta… Per non parlare della chiesa: abbandonata a se stessa! Con gli affreschi che cadevano a pezzi, l’umidità e l’incuria, davvero un gran peccato!
Il 30 di marzo siamo ripartiti. Abbiamo preso il treno dalla stazione di Ostiense diretti all’aeroporto. E quando mi sono ripromessa di non mettermi a piangere, dopo 5 minuti lo stavo già facendo. Inutile, in quel posto ci avevo lasciato parte della mia esistenza, del mio cuore, che spero un giorno di poter ritrovare.
Ora di quell’esperienza conservo un bellissimo ricordo e la certezza che il viaggio mi ha cambiato la vita. Il 2005 è stato l’anno in cui la mia vita ha preso una piega decisiva: dopo 3 mesi mi son messa col mio ragazzo, col quale sono insieme da quasi 5 anni. Ma, se mi soffermo a pensare, mi sembra sempre di sentire quel brivido al cuore, che mi accompagnava ogni sera prima di coricarmi nel letto dell’albergo.
Roma dicevo sempre troppo caos
Io mi trasferiro’ lontano
Ma non l’ho fatto mai
Ma non lo faro’ mai
Sara che non sorridi quasi mai
Ma quando poi lo fai
vale un’estate intera
Vale una luna piena
Accesa sui gradini
di Trinità dei Monti…
Damy85 (vi ricordiamo che il programma è trasmesso in stereofonia nelle zone già raggiunte da questo servizio!)