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Un passo indietro

Buon pomeriggio a tutti.
Sono tornata sabato scorso da Rapallo. Lo so, avrei voluto scrivere un resoconto dettagliato della mia nuova esperienza ligure e pubblicare le (poche) foto che ho fatto, ma dopo quello che è successo non me la sento. Ancora una volta, Genova è stata piegata dalla furia dell’alluvione, come nel 2011 e come non so quante altre volte nella sua storia. Per quello che mi riguarda, trovandomi a Rapallo, chiusa in albergo e impossibilitata ad uscire, non ho potuto fare altro che guardare le immagini che scorrevano nelle interminabili dirette dell’emittente locale ligure Primo Canale… 😥
Ho deciso quindi di fare un passo indietro, di non scrivere nulla e di lasciar parlare Miss Fletcher, di cui vi linko un articolo che ha scritto durante quelle interminabili ore oscure. 😦
Buona serata a tutti.
Damy85

Lourdes, splendido sogno

Quando mi hanno chiesto se volevo andare a Lourdes, la mia testa ha fatto cenno di sì prima ancora che avessi beninteso la domanda…
Avevo detto che sarei tornata soltanto quando avrei avuto qualcosa da raccontare. Ed ora, eccomi qua per raccontarvi i miei sette giorni a Lourdes e nella Costa Azzurra. Chi mi ha seguito su Twitter sa a grandi linee quando sono partita e rientrata dalla Francia, ma è giunto il momento di fare un resoconto dettagliato.

Tornare a casa dopo essere stata lontana per tanto tempo
Sono partita col gruppo di viaggiatori il 7 di settembre da Porto Torres, per Genova. E tornare a casa per me è stata una boccata d’ossigeno, prima di attraversare in pullman tutta la riviera di Ponente e incrociare città come Savona o Varazze. Ma mi ha fatto un certo senso tornare in Liguria e non restarci.
Abbiamo varcato il confine appena passate le undici, da allora ho smesso di farmi viva su Twitter. Siamo andati immediatamente nel Principato di Monaco, splendido, piccolo e meraviglioso. Un gioiello di perfezione e di pulizia! Dopo un giro in trenino, dove abbiamo visto praticamente tutto il paese senza muovere un dito, attraverso il circuito del Gran Premio, ci siamo ritrovati a mangiare in un ristorante gestito da un italiano di origini sarde! E’ stato bellissimo vedere come i monegaschi sono attaccati ai loro sovrani che, permettetemi un parere, sono anche meglio dei Reali di Inghilterra! 😉
Poi siamo partiti per Avignone, ma un imprevisto ha fatto saltare la visita alla città e siamo finiti in un residence. Nel viaggio, abbiamo avvistato una colonna di fumo nero alzarsi all’orizzonte. Il giorno dopo abbiamo scoperto il perchè: era saltata in aria una vecchia centrale nucleare a pochi chilometri da Avignone. E c’è chi vuole ancora realizzarle in Italia… Durante il tragitto ho anche avvistato le Vele francesi, costruzioni simili in tutto e per tutto a quelle presenti a Napoli, nel quartiere Scampia. Devo dire che concordo con chi ha scritto che sono orribili, ha perfettamente ragione…
Ho passato il resto del viaggio con la sensazione di aver dimenticato qualcosa nei vari traslochi, forse sto diventando paranoica! Comunque, il viaggio è proseguito bene, con l’unica nota stonata che il ristorante nel quale abbiamo mangiato, a Carcassone, era una vera e propria stalla… La maggioranza delle persone, nonostante fosse rimasta disgustata, è rimasta comunque a mangiare lì mentre alcuni hanno preferito lasciare il gruppo per recarsi a mangiare altrove. Mi dovrò ricordare di segnalare la cosa, ma non credo ce ne sia bisogno…

La Grotta di Massabielle

La Grotta di Lourdes

Una volta arrivati a Lourdes, sono iniziati i primi dissapori: alcune persone, stufe di aspettare e a quanto pare desiderose di uscire, sono andare da sole alla Grotta di Lourdes per salutare la Madonna; bah, non comprendo perchè tanta fretta… Quella sera, invece, ci siamo recati al Flambeau, la processione con i ceri che si svolge di notte e che mi ha fatto venire letteralmente i brividi. Sopratutto sentire l’Ave Maria pronunciata in varie lingue, comprese giapponese e arabo. Incredibile poi l’afflusso di gente, mi sembrava quasi di essere tornata in Vaticano. O forse erano di più…?

I problemi vanno affrontati subito!
L’indomani, complice anche una messa in italiano che non si è celebrata, con un gruppetto ho sfruttato la mattinata per visitare Lourdes, dalle tre chiese sopra la Grotta, al Mulino di Boly, casa natale di Bernadette, alla casa di suo padre, al bellissimo Museo delle Cere, con statue a grandezza naturale che ritraevano i momenti principali della vita di Bernadette, alla vita di Gesù e l’ultimo piano, dove c’erano le statue di Giovanni Paolo II e di Madre Teresa di Calcutta. Poi, dopo il pranzo, siamo scesi a vedere un pezzo della processione eucaristica e poi abbiamo assistito alla recita del Rosario in italiano, trasmesso in diretta da Tv2000, tanto per essere precisi… E la sera, mentre alcune persone uscivano di notte, io e mia madre abbiamo preferito starcene in albergo, per recuperare le energie e affrontare la Messa internazionale con più serenità.
L’indomani mattina, finalmente uniti (!), siamo usciti per la Messa, svoltasi nella chiesa sotterranea intitolata a San Pio X. Inutile dire che la cerimonia è stata da brividi, mentre scattavo le fotografie avevo la pelle d’oca! L’ultimo pomeriggio, prima della partenza, lo abbiamo passato a visitare la città in treno e poi a ultimare gli acquisti dei souvenir. Siamo tornate in Italia con una borsa piena con boccette, quadretti e 6 litri d’acqua di Lourdes! 😀
L’indomani, 12 settembre, dopo avere visto finalmente un telegiornale italiano (ammetto però che il Tg1 ultimamente non è quel baluardo dell’informazione che è sempre stato…) e dopo l’ultima colazione, siamo partiti immediatamente per Narbonne, dove abbiamo pranzato in un autogrill, per poi correre a Cannes: un totale di quasi 12 ore di pullman, attraverso la Francia. Unica sosta di 3 quarti d’ora a S.Maximine, per consentire all’autista di riprendersi, avendo esaurito le ore di viaggio. Siamo arrivati a Cannes stanchi e storditi, ma la stanza era la più bella che avessi mai visto! Era poi incredibile che fosse un semplice hotel a 3 stelle: molto probabilmente hanno fatto lo stesso gioco del Tirreno, quello di farsi abbassare una stella per abbattere i costi e mantenere comunque un livello adeguato. Meravigliosa, l’ideale per riprendersi e per affrontare gli ultimi scossoni del viaggio.
Piccola curiosità: durante il mio soggiorno a Cannes, nella camera d’albergo c’era una guida dei programmi televisivi, con tutte le televisioni pubbliche dell’Europa. Spinta dalla curiosità, e nonostante i miei occhi protestassero per il sonno, mi son messa a leggere. Il mio più grande stupore (unito a un pizzico di amarezza) è stato notare che, mentre le altre televisioni avevano i palinsesti completi, con tutti i programmi del giorno, le uniche due italiane erano state relegate in un angolino, con appena i palinsesti della prima serata, pure incompleti. C’è da meditarci su… :-/

Predicare bene e razzolare male
La mattinata a Cannes, l’abbiamo passata girando col classico trenino, a visitare i vari hotel del Festival, il casinò ect… Però nessuno ha adocchiato il palazzo. Ma dove stava?
Durante il viaggio di ritorno di Italia, ho cominciato ad avvertire come una strana sensazione. Sensazione che si è concretizzata quando il parroco ci ha fermato nel bel mezzo di Alassio, dove dovevamo mangiare prima di tornare a Genova per prendere la nave, affermando che nessuno, in nessuno maniera, doveva permettersi di cambiare il menu che il ristorante ci aveva messo gentilmente a disposizione. Oltre a quell’odiosa scenata, e alla successiva all’interno del ristorante, mi sono domandata perchè coinvolgere una persona completamente estranea alla vicenda. E perchè dover per forza inscenare una sceneggiata nel bel mezzo di una città come Alassio, e non mettersi a discutere con calma, e privatamente, magari prima di arrivare al ristorante. Insomma, possibile che la solita persona, gelosa e invidiosa di ciò che hanno gli altri, debba mettere zizzania su un gruppo che, fino a quel momento, era assolutamente unito? Comunque anche il parroco mi ha deluso, non pensavo si facesse manipolare così facilmente dalla prima arrivata.
Il mio più grande desidero, se fossi tornata in Liguria, era di mangiarmi un bel piatto di pasta al pesto. Nonostante sia sarda, ho sempre amato la cucina ligure sin da quando ero piccola: si può dire che sia crescuta a pane e cucina genovese. Quando mi hanno presentato il cestino pieno di pane carasau ho pensato: “Perchè io, che sono ligure, devo mangiare roba sarda?”. Penso che non mangerò più pane carasau finchè campo, perchè mi ricorderà sempre questo infausto avvenimento! E anche se il parroco ha poi chiesto scusa, in due diverse occasioni, non dimenticherò mai che Savona e Varazze hanno veduto la mia umiliazione. 😦
Molte persone vivranno con la povertà degli intenti e del cuore; a me basta portarmi dentro l’immagine di Genova illuminata nella notte.

Genova di notte

Il porto di Genova di notte

Damy85

Il post del dolore

Il mio conto alla rovescia s’è bloccato ancor prima di iniziare.
Tutto finito, non c’è più nulla: non c’è il viaggio a Genova, l’Euroflora e l’Acquario, gli amici che desideravo rivedere… Finito tutto.
L’altro giorno, quando mi sono svegliata, ho avuto la netta sensazione che non dovevo andare al lavoro. Mi capita spesso di avere di questi pensieri, ma il più delle volte li ho bollati come pigrizia da parte mia. E così, seppur sapessi che dovevo restare a casa, sono uscita per andare al lavoro. Una giornata come tante, che poi s’è trasformata in un incubo. Mio padre risponde al telefono, e quando rimette giù la cornetta è bianco in volto: mamma è caduta mentre faceva le pulizie.
Immediatamente abbiamo chiuso tutto e siamo tornati a casa. Casa… Quando ci sono arrivata ho avuto l’impressione che non fosse casa mia, e sinceramente ce l’ho ancora, se attraverso il corridoio o entro in camera dei miei, dove l’abbiamo ritrovata, a pancia in giù e con un femore fratturato.

Perchè diavolo non sono rimasta a casa???

Ricordo ancora tutto, forse non lo dimenticherò più. L’ambulanza era già stata chiamata, per fortuna è arrivata quella di Sant’Anna Arresi, anche se dicono che quelli di Giba siano delle brave persone ne ho sentite parecchie sul loro conto, tutte non positive.
La portano a Carbonia, al Sirai, altro bel posto… Ho perso il conto di quante volte i miei familiari sono finiti lì e ne sono usciti malconci: un mio zio è morto, mia nonna è morta (di vecchiaia, vabbè…), un altro mio zio ne è uscito con una gamba 3 cm più corta, la mia madrina di battesimo ha quasi perso l’uso del braccio… E mio padre è ancora in attesa di operarsi, ma per fortuna ha avuto la saggezza di andarsene ed è stato operato altrove.

Mi dicono che è una cosa da niente… Ma anche spendere più di mille euro per un biglietto aereo è una cosa da niente…

Ora sono da sola, di fronte a questa tastiera, l’unico modo che ho per sfogarmi un po’. Non so chi mi leggerà, ma non mi interessa. Non mi interessa più nulla. Ripeto, il mio conto alla rovescia si è fermato, la mia vita, i miei interessi…
Non so ancora quando tornerò a scrivere qui.

Damy85

Genova, le nubi e i “pio-pio”!

7 Gennaio 2010.
Così dovrebbe essere datato in realtà questo post. E dato che non ho possibilità di pubblicarlo prima, ed essendo possibile modificarne la data, lo scrivo qui.
Sono arrivata da un quarto d’ora circa in albergo ed è come tornare a casa. Questo posto, lo posso ben dire, lo conosco come le mie tasche. Genova, quartiere Sturla, via dei Mille. Questa è la mia casa.
Il viaggio è stato roccambolesco ancor prima di uscire di casa: mentre mio padre chiudeva la valigia, non so come abbia fatto ma è saltata la chiusura (che già era inaffidabile, poiché la valigia aveva giusto qualche anno!). E così siamo stati costretti a cambiarla, in fretta e furia, prima che arrivasse il taxi per portarci all’aeroporto.
Il viaggio, tutto regolare. A parte la nebbia agli irti colli che ci ha risucchiati sulla strada per Villamassargia… Non si vedeva a un palmo dal naso, ci siamo ritrovati da Carbonia a Cagliari senza accorgercene.
Io avevo un’ansia infinita: non per il fatto che dovevo riprendere l’aereo dopo cinque anni che non ci salivo (senza considerare che ero da 10 che non facevo il “doppio volo”), ma per il fatto che avevo il portatile appresso. La prima volta che mi prendo dietro il mio Acerino, che tanto -ino non è! Cinque chili buoni buoni di peso, considerando anche che la sua borsa pesa giusto un chilo e mezzo…
Alla fine siamo arrivati a Roma, dopo aver attraversato una leggera coltre di nubi, che sembrava di passare su una strada piena di sassi. Scalo forzato, il volo diretto non c’è più da una vita. L’aereoporto l’ho trovato parecchio cambiato, infatti la prima cosa che abbiamo fatto è stata… perderci! Colpa mia, lo ammetto, che ho letto male la carta d’imbarco. Siamo finiti sul gate per gli internazionali… E io che cercavo l’uscita C19!  Abbiamo dovuto perfino cambiare compagnia aerea: la prima volta che salivo su un volo diverso dall’Alitalia… E adesso capisco perchè ho sempre volato con la compagnia di bandiera. Quell’aereo (che all’inizio credevo fosse di quelli piccoletti che piacciono tanto a babbo, ovvero i “pio-pio”) faceva più casino che altro: quando muoveva le alette per cambiar rotta sembrava che avesse bisogno di un po’ d’olio… Altro che Airone!
I miei dormono… Son proprio crollati! La scarpinata a Fiumicino deve averli sfiancati un po’…
L’arrivo all’aeroporto di Genova è stata la vera sorpresa: la zona per il ritiro dei bagagli non ha subito il più piccolo cambiamento. Uguale, stessi nastri trasportatori, stesso cigolio, stessi deficienti che anzichè prendere le valigie e poggiarle con le mani le lanciano direttamente… Cambio zona, arrivo all’uscita… e mi prende un colpo! Che fine ha fatto l’aeroporto che io conoscevo??? Sparito???
Beh, quello si saprà solo al ritorno…
Ora voglio solo pensare a riprendermi un bel pezzo del mio passato… E del mio futuro.
Alla faccia di quelle nubi che non promettono belle cose, sul cielo ligure. La mia casa, alla faccia dei miei compaesani, che a casa proprio non mi ci hanno mai fatto sentire. E anche di quelli che pensavano che qui non ci sarei mai più passata: forse hanno fatto male i loro conti…
Ora so che fine ha fatto quell’aeroporto che ho conosciuto da bambina, sempre affollato, pieno di gente… quello che ne è rimasto è un’esile traccia, l’aeroporto di Genova sembra il fantasma di se stesso. Poca gente, quasi nessuno…
Ma non importa, quello che mi interessa è che ora sono a casa (in Sardegna) e che presto riprenderò in mano la mia vita.
Alla faccia di chi mi vuole male, di chi non mi ha fatto mai sentire di questo paese e di quest’isola.
Damy85 (da oggi conosciuta come “Atzeni no pesce”…)