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Fonni, l’ultima Cortes

Buonasera a tutti!
Ritorno dopo quasi due mesi di assenza sul mio blog per raccontarvi la gita fatta ieri, giorno dell’Immacolata, a Fonni, assieme al gruppo folk. Il paese di Fonni si trova a circa 1000 metri sul livello del mare ed è il più alto dell’Isola, è circondato da boschi secolari e da una natura affasciante e selvaggia. Le vie del paese sono costellate di murales, che raccontano scene di vita quotidiana, presente o passata, e rappresentazioni delle tradizioni più sentite dagli abitanti, e dai presepi costruiti all’esterno delle abitazioni e degli esercizi commerciali.
L’unica nota negativa erano gli stand: sarà colpa mia, ma ho beccato solo “punti ristoro”. Ovunque mi girassi, trovavo solo punti ristoro e pochi stand dove si presentavano le produzioni locali, a differenza degli altri paesi che ho visitato. Da questo punto di vista Fonni è stata un po’ una delusione, pensavo di trovarci qualcosa di più, visto che molte persone di mi conoscenza ne parlavano benissimo. In poche parole: se Meana Sardo si salvava per il suo centro storico ben curato, Fonni si salva per gli splendidi murales.
Alla prossima!
Damy85

Domos Antigas di Meana Sardo

Buon pomeriggio e benritrovati sul mio blog!
Questa volta, vi racconto le mie impressioni sulla gita fatta col gruppo folk a Meana Sardo, in occasione della rassegna Autunno in Barbagia. E’ il nono paese che visito per questa manifestazione e ormai posso affermare di conoscere abbastanza bene questa zona.
All’interno del centro storico, bellissimo e molto curato, tra la preparazione e la lavorazione del formaggio e della ricotta tipici, de “Su Pani Pintau”, de “Su Succu” e de “Su Pani ‘e Saba”, i molti artigiani hanno mostrato, in un percorso che abbraccia tutto il paese, i loro lavori e le loro abilità. Bellissima e molto suggestiva è stata, nella giornata di domenica, la processione delle donne che portavano il corredo della sposa dalla casa dei genitori verso la nuova abitazione. Io in particolare ho amato lo stand situato all’ex cinema del paese: in mostra c’era il cinematografo, con tanto di pellicole per la riproduzione del film! Come anche gli splendidi e irriverenti quadri realizzati dall’artista Paolo Laconi, oppure gli scorci di vita quotidiana, dove un anziano raccontava i ricordi del suo passato, o ancora il laboratorio orafo, dove un artigiano stava realizzando alcuni gioielli in filigrana sarda argentata….
Eppure, rientrata a casa, mi è rimasta come una certa insoddisfazione. In molti mi avevano descritto Meana come un bel paese, ma io mi aspettavo qualcosa di più. Come ho detto all’inizio del post, ho girato quasi tutta la Sardegna, visitando posti bellissimi e altri che mi hanno lasciato indifferente. Un esempio? Beh, ho amato tantissimo Alghero, Castelsardo (benché sia una sfacchinata salire fino in cima al castello!), Orgoloso (andateci, i suoi murales sono stupendi!), Su Gologone (quel posto non si può proprio descrivere… è meraviglioso!!!). Meana Sardo, benché possieda uno dei centri storici più belli che abbia mai visto, non mi ha entusiasmato granché.
Damy85

I murales di Orgosolo

Buonasera a tutti!
Torno sul mio blog per raccontarvi brevemente la gita a Orgosolo fatta col gruppo folk, organizzata nel giro di appena sette giorni sulla scia di una gita simile organizzata a Sant’Anna Arresi. Non abbiamo trovato posto sul loro pullman e allora ci siamo arrangiati… 🙂
A Orgosolo era in corso la manifestazione Gustos e Nuscos, legata al circuito Autunno in Barbagia. In realtà io ci sono andata per un semplice motivo. Orgosolo è piena zeppa di murales: ovunque ti giri, in ogni angolo e in ogni via ce n’è uno, la maggior parte a tematica sociale e politica. Non sono riuscita a fotografarli tutti, per farlo dovrei andare in un momento meno caotico e sinceramente non so quando potrò tornarci di nuovo. Le poche foto che ho fatto, le troverete presto pubblicate sull’album di Flickr. 😉
Quello che mi ha colpito di più della manifestazione son state le chiese chiuse, molto strano in una manifestazione che richiama molta gente. Oltre alle varie Hortes, che offrivano uno spaccato della vita passata della cittadina, la cosa divertente è stato il viaggio in trenino, che io ho voluto fare a tutti i costi e che mi ha permesso di fotografare il murales dedicato a Fabrizio De Andrè che altrimenti non credo sarei riuscita a trovare. 😀
Il viaggio in trenino merita una menzione a parte. Vorrei sapere una cosa: ma chi diavolo ha dato la patente al guidatore di quel treno??? A parte che, a causa della posizione di Orgosolo, le strade sono un continuo saliscendi;  se poi mi prendi le curve a velocità sostenuta… Vabbè, non si può descrivere quello che è successo, bisogna provarlo! Sempre se prima non levano la patente al guidatore, s’intende…
Bene, io vi saluto. Continuo a studiare le possibili modifiche da apportare al blog. Si avvicina l’anniversario…
Damy85

A Belvì, di nuovo

Buonasera a tutti e bentornati!

Non è la prima volta che vado a Belvì. Ci andai l’anno scorso, sempre col gruppo folk, ma quella volta non vi raccontai della gita. Ci provo adesso, perchè ho molte più cose da raccontare.
Ogni anno, a Belvì, come nel resto della Barbagia, si svolge Cortes Apertas, una manifestazione dove i gli abitanti aprono le loro case ai turisti e mostrano i giochi, le tradizioni, i costumi, i sapori e i profumi della Sardegna. Passeggiare per le vie di Belvì è come fare un salto a ritroso nel tempo, tra le cose semplici di una volta. La manifestazione si svolge da inizio settembre a metà dicembre circa, e se vi trovate nella parte centrale dell’isola vi consiglio caldamente di farci un giro, per scoprire che esiste un’altra Sardegna, oltre il mare! 😉
Quello che mi è piaciuto di più, però, è stato il Museo di Scienze Naturali, alle porte del paese. L’anno scorso non ero riuscita a entrarci, stavolta ci sono riuscita!
Il Museo di Scienze Naturali di Belvì nasce nel 1980 grazie alla tenacia di alcune privati cittadini che riescono a radunare nel paese barbaricino collezioni di gran pregio, la maggior parte sarde, che spaziano dalla paleontologia, alla mineralogia, alla faunistica (con particolare attenzione ai rapaci, molti dei quali quasi estinti), all’entomologia (lepidotteri, coleotteri e tantissime farfalle provenienti da tutto il mondo), all’erpetologia. Un’esperienza davvero bellissima, l’unica pecca di quello stabile è che è troppo piccolo: per l’enorme quantità di materiale esposto meritava uno spazio molto più ampio. Chissà che in futuro…

Damy85