La donna sarda

Elisabetta Pilloni di Sant’Anna Arresi: «Il ricamo ha il potere di rilassarmi. Ho iniziato a fare scialli poco fa, a 50 anni, le mie creazioni si possono vedere in diverse sfilate sulcitane, ne ho fatte a Calasetta, Gonnesa e Sant’Antico. Molti sono scialli “a matta” cioè a pianta, con un mazzolino di fiori. La base di quelli di Sant’Anna Arresi è marrone o nera, con ricami di rose e papaveri, spighe e qualche farfallina».”

Buonasera a tutti!
Quello che avete appena letto è un estratto dell’intervista che mia madre ha concesso, a metà febbraio, a La Donna Sarda, portale sardo di approfondimento tutto dedicato alle donne. Il resto dell’articolo lo potete trovare a questo link. Un’autentica sorpresa per me, che sono stata contattata via Twitter da Eleonora D’Angelo che ha poi realizzato l’articolo, e per mia madre, che ha sostenuto l’intervista telefonica. 🙂
Inoltre vi informo che ho caricato (finalmente, dirà qualcuno…) le fotografie realizzate l’anno scorso, in occasione delle sfilate fatte durante la Primavera Sulcitana a Sant’Anna Arresi, Villarios e Gonnesa. In più, alcune foto sono state aggiunte all’album Io e mamma. I link potete trovarli anche nella sezione Blogroll, situato alla destra di questo blog. 😉
Alla prossima!
Damy85

Tovagliette per San Giuseppe

Buonasera a tutti e bentornati!

Torno qua sul mio blog per mostrarvi le ultime creazioni di mia madre: due tovagliette per le alzatine della chiesa e una tovaglia più grande con l’immagine di San Giuseppe, realizzate in occasione della festa patronale del mio paese svoltasi lo scorso 19 marzo. Le potete rintracciare al seguente link, insieme a tutti i lavori fatti da lei nel corso di questi anni.

Nel prossimo post vi racconterò di una sorpresa capitata a me e a mia madre nel mese di febbraio. Restate sintonizzati! 😉

Alla prossima!

Damy85

Anno nuovo, scialle nuovo

Buonasera e brrr… Bentornati a tutti!

Allora ditemi, come avete trascorso le feste e questi primi giorni del 2017? Io bene, tutto sommato, rispetto a come trascorsero i primi giorni del 2016 (a letto con una tosse che non mi lasciava respirare…), devo ammettere che c’è una significativa differenza. Finora sono riuscita a non beccarmi l’influenza, ma chissà nei prossimi giorni… :-/

Allora, cercherò di essere il più breve possibile, visto che vado sempre di fretta… Con questo post comincio l’anno in bellezza: seguendo questo link potrete trovare l’ultimo scialle ricamato da mia madre. Molto presto troverete altri lavori, quindi restate sintonizzati! 😉

A presto!

Damy85

Ultimo del 2016

Buonasera a tutti e bentornati!
Ultimo post dell’anno 2016: un anno che ha messo alla prova i miei poveri nervi, a causa del quantitativo di sfighe assurde che l’hanno costellato. Si dice “anno bisesto, anno funesto” e la tradizione è stata ampiamente rispettata. Eccovene un paio:

  • Ho iniziato l’anno con un’intossicazione alimentare che m’ha lasciato, per parecchio tempo, una tosse pazzesca;
  • Dal mese di febbraio sono rimasta senza ADSL fino a marzo, quando mi son riattivata la Medianet dopo aver passato un mese intero isolata dal resto del mondo (e a un passo dall’impazzire);
  • A giugno, durante gli Europei di calcio, sono rimasta senza televisore in cucina e, da allora, ho dei seri problemi a vedere molti canali (tra cui il mio preferito 😦 ). Mi hanno detto che la mia antenna va sostituita, mi auguro sia quello il problema altrimenti stavolta al manicomio ci finisco sul serio.
  • In più, a inizio novembre sono stata a Ovodda per la consueta rassegna Autunno in Barbagia e mi son beccata un acquazzone tale da impedirmi di scattare fotografie. Da qui la decisione: non andrò mai più a vedere questi paesi durante la rassegna. Molto meglio vedere altro… Ad esempio il bellissimo museo dei Giganti di Mont’e Prama, che conto di visitare nuovamente al più presto. 😉

Passiamo al capitolo gioie… Ebbene, a chi ha inventato la definizione “mai una gioia” andrebbe consegnato il Nobel: mai definizione fu più azzeccata! Le uniche gioie di quest’anno sono state l’aver recuperato il rapporto con la mia madrina di cresima (andato a farsi benedire – è proprio il caso di dirlo! – per colpa di sua cognata) e il fatto che il mio idolo televisivo mi abbia seguito su Twitter per due giorni di fila! Ah, agape mou… ❤ ❤ ❤

Torniamo per un attimo al capitolo disgrazie… Tra le brutte disavventure capitatemi quest’anno ce n’è una che voglio raccontarvi. Molti di voi mi seguono grazie a Twitter, siete numerosi e vi ringrazio uno per uno per supportarmi (e talune volte sopportarmi :D). L’8 novembre, mentre la mia vita scorreva tranquilla (ero appena rientrata dalla gita a Ovodda di cui sopra), ho ricevuto la visita di un carabiniere, che mi ha notificato una segnalazione per diffamazione per dei contenuti che avrei pubblicato. Ora, su Twitter gira il meglio e il peggio di internet, come in tutti i social. Sono iscritta dal marzo 2011 e mi sono sempre trovata bene, tranne in alcuni casi in cui sono stata insultata, anche pesantemente. Ma io me ne sono sempre altamente fregata, ho continuato a vivere la mia vita ben sapendo che gli insulti nascevano e morivano lì. Sono stata anch’io vittima dei famigerati “leoni da tastiera”, gente che si crede forte solo perché è protetta dall’anonimato della rete. Ma su Twitter ho conosciuto anche persone meravigliose, con alcune delle quali ho stretto un rapporto di amicizia come raramente accade nella vita reale, e con molte altre discuto dei miei argomenti preferiti. Tornando al discorso di prima, io conosco l’autore della segnalazione, che non nominerò per non dargli ulteriore visibilità: se il mio comportamento l’ha in qualche modo offeso chiedo umilmente scusa. Ma non doveva spedirmi un carabiniere a casa, facendomi rischiare un infarto, scatenando l’ira funesta dei miei e facendo fare un’imbarazzante figura al rappresentante delle Forze dell’Ordine che ha avuto l’onere di notificarmi la segnalazione. Anche perché io sono convinta di non aver fatto nulla per meritarmi questo. Ora, dopo questa visita, a causa del forte spavento che ho subito, ho avuto un forte sbalzo di pressione con annessi problemi alla vista: chi mi risarcirà i danni di quello che sto subendo?

Bene, ultimo post dell’anno 2016. Colgo l’occasione per farvi, cari lettori, i miei migliori auguri di buon Natale e felice 2017… Anche perché mi chiedo se possa esistere un anno peggiore di quello appena trascorso!
Arrivederci al 2017! <3<3<3
Damy85

Mont’e Prama e il Sinis

Buon pomeriggio a tutti e ben trovati!
Ho il piacere di ritornare sul mio blog, quest’oggi, per raccontarvi di uno dei miei tanti desideri che finalmente, dopo due anni di attesa, si è avverato: domenica scorsa ho potuto fare visita al museo civico Giovanni Marongiu di Cabras, dove sono custoditi alcuni dei famosi Giganti di Mont’e Prama! 😀
La scoperta dell’esistenza di questi meravigliosi giganti in pietra arenaria è stata fatta di recente, circa 40 anni fa nel territorio di Cabras, in provincia di Oristano, con le prime arature profonde. Gli scavi regolari del 1975, 1977 e 1979 rivelarono migliaia di altri frammenti, molti dei quali esposti al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Gli scavi evidenziarono inoltre che le sculture erano state distrutte e i loro frammenti ammucchiati anticamente sopra una singolare necropoli nuragica. Cosa sia in realtà Mont’è Prama, quale sia il suo reale significato, se lo chiedono tutti da ormai 40 anni. Il lavoro di riconoscimento e ricongiungimento dei vari frammenti ha consentito la parziale ricomposizione di 24 statue di calcare, di cui 6 esposte al pubblico a Cabras e altre 3 in attesa di essere esposte, tutte di sesso maschile e di dimensioni che vanno dai 2.5 ai 3 metri. La maggior parte rappresenta pugilatori, con guantone armato e scudo ricurvo tenuto sopra la testa, e arcieri, rappresentati con tutto l’armamentario, l’arco tenuto a riposo sulla spalla con la mano sinistra e la mano destra aperta in segno di saluto. E’ stata un’autentica emozione ritrovarmi di fronte questi autentici simboli della civiltà nuragica sarda, un’esperienza che mi è rimasta nel cuore e che spero di poter ripetere, magari quando il museo dei Giganti di Mont’è Prama, in fase di realizzazione, sarà definitivamente costruito e i Giganti potranno stare tutti insieme.
L’unica dispiacere che ho avuto è stato il non poter visitare gli scavi, in quella giornata eccezionalmente aperti al pubblico. Peccato davvero… :-/
Il pomeriggio l’abbiamo dedicato alla visita di un altro luogo che desideravo visitare da tempo: la penisola del Sinis. Da piccola avevo visitato Tharros con la scuola e non ricordavo che la penisola del Sinis fosse così bella, con la sua spiaggetta diventata ormai meta consolidata per chi desidera fare kitesurf e parapendio, la torre spagnola che domina tutto il golfo, gli scavi di Tharros e la chiesetta paleocristiana di San Giovanni… Meraviglioso! 😀
Bene, per oggi è tutto. Con calma sul mio account Flickr pubblicherò alcune delle tante fotografie che ho fatto.
Alla prossima!
Damy85

Cuscino a punto croce

Buonasera a tutti!

Faccio una velocissima scappata sul mio blog per  segnalarvi la pubblicazione di alcuni lavori di mia recente creazione: una piccola parure composta da ciondolo e bracciale realizzate con Su Coccu, l’amuleto sardo di cui vi avevo ampiamente parlato in questo post. Le nuove creazioni potrete trovarle nei consueti album One Drive.

In più, finalmente sono riuscita a completare un altro lavoro, stavolta fatto a punto croce. In origine doveva essere un quadro, ma grazie a mia madre s’è trasformato in un cuscino, la foto la trovate qui, insieme a tutti gli altri lavori realizzati in questi anni.

Alla prossima!

Damy85

Caprera e Sarule

Buonasera e bentornati nel mio blog.
No, stavolta sono sparita di mia spontanea volontà, non perchè ho (ancora) problemi con l’ADSL, a cui si sono aggiunti il Tv in cucina guasto per tutta l’estate e adesso il guasto all’antenna parabolica e, forse, anche all’antenna di casa… Insomma, dubito che uscirò viva da questo infausto 2016. :-/
Sono tornata qua per raccontarvi il mio soggiorno 2 due giorni alla Maddalena, con annessa visita al Compendio garibaldino di Caprera: in due parole, sono stata nella casa del padre della nostra amata (e il più delle volte bistrattata) Patria. 🙂
Il Compendio Garibaldino occupa una parte dell’isola di Caprera, nel quale sono compresi i luoghi dove l’Eroe dei Due Mondi visse gli ultimi anni della sua vita, dove morì e dove si trova la sua tomba e quella della sua famiglia. Garibaldi acquisì metà proprietà dell’isola grazie a un lascito testamentario del fratello, ne acquistò successivamente l’altra metà e poi vi si trasferì, prima in un’abitazione provvisoria, poi nella dimora vera e propria, che fu chiamata Casa Bianca, insieme all’ultima moglie, ai figli e ad alcuni amici, con cui si dedicò alla pastorizia e all’agricoltura. All’interno della fattoria è possibile ancora trovare i vari utensili e i macchinari usati da lui in quel periodo. All’interno della Casa Bianca sono conservate i numerosi cimeli e mobili appartenuti alla famiglia, oltre a vari ritratti suoi e della sua famiglia. Contro le sue ultime volontà, Garibaldi non fu cremato, ma imbalsamato e sepolto nel cimitero di famiglia, sotto un’enorme masso di granito grezzo. La camera in cui morì Garibaldi era in principio destinata a salotto: qui l’Eroe dei Due Mondi desiderò essere portato per poter godere l’ultima volta della vista sulla Corsica, chiaramente visibile in una giornata soleggiata ma ahimé non proprio visibile in una giornata uggiosa come quella in cui io ho visitato il museo. Usciti dalla stanza, si trova una statua di Garibaldi, con lo sguardo sempre rivolto alla Corsica, e un mulino senza pale.
Era in programma un giro in battello attraverso tutto l’arcipelago della Maddalena, ma a causa del maltempo, il quale durante il nostro soggiorno era sensibilmente peggiorato, siamo scesi a Sarule, per la tappa di Cortes Apertas e durante la quale ho potuto apprezzare i numerosi murales che addornano le vie del paesino.
Le fotografie sono in corso di pubblicazione su Flickr, potete raggiungerle a questo link.
Alla prossima!

Damy85